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- Andemm a
basò ul Signur!
- di Giuseppe GRAMPA
- Mi torna alla mente una parola di
mio padre che il Venerdì santo ci conduceva in Chiesa con una
esortazione che era anche un comando: Andemm a basò ul Signur!
Risento ancora, dopo tanti anni, nel dialetto bustocco l'eco
della sua voce. Non ricordo di mio Padre nessun altro comando di
natura religiosa, del resto ci pensava nostra Madre alla nostra
formazione religiosa e all'osservanza dei relativi doveri. Ma
guidarci al bacio del Crocifisso nella penombra della grande
navata della Basilica, era compito esclusivo di nostro Padre. Il
venerdì santo è per me carico di ricordi. II momento della
morte di Gesù era accompagnato da gesti che colpivano la mia
immaginazione di bambino: un grande velario violaceo che come un
sipario si chiudeva avvolgendo il monumentale altare... il
prevosto Galimberti che scioglieva la lunga coda cremisi della
cappa magna per prostrarsi ad adorare la croce e a sera, la
predica infuocata delle "sette parole" di Gesù sulla
croce.
- In questi anni la benevolenza del
prevosto di Castano Primo mi ha invitato appunto la sera del
venerdì santo a tenere la meditazione conclusiva della Via
Crucis davanti al grande Crocifisso venerato in quella città.
E ho scelto di commentare le sette parole, quasi a rinnovare
quell'esperienza che ho vissuto da ragazzo. Quell'imperativo di
mio Padre non l'ho più dimenticato.
I
TESTI DELLA VIA CRUCIS 2007
I
TESTI DELLA VIA CRUCIS 2008
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