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NEWSLETTER
n. 3 - novembre 2007
Cari Amici,
con un certo ritardo, del quale ci scusiamo, eccovi la terza uscita della NEWSLETTER, nella quale desideriamo riassumere brevemente le vicende che hanno dato origine alle Celebrazioni venticinquennali in onore del Santo Crocifisso di Castano Primo.
la battaglia di Magenta (giugno 1859)
Le “celebrazioni venticinquennali” del Santo Crocifisso, infatti, almeno per le loro origini, escono dall’ambito strettamente religioso e coinvolgono l’intera città.
Giovanni Fattori - la battaglia di Magenta
Tutto nasce nel 1859, alla vigilia della battaglia di Magenta: la mattina del 3 giugno, mentre il grosso delle truppe franco-piemontesi si dirigeva, con grande difficoltà, da Trecate verso Magenta e Boffalora, il secondo corpo d’armata passò il Ticino a Turbigo e, dopo aver espugnato Robecchetto “alla baionetta”, si diresse verso Castano.
Vajani Inc. - la presa di Robecchetto
Il Borgo era occupato, in quei giorni, da colonne austriache che intendevano opporre resistenza all’avanzata dei franco-piemontesi.
Il racconto dell’epoca dice che gli austriaci, proprio sulla piazza, avevano puntato i loro cannoni verso San Rocco.
Artiglieria austriaca (1859 - 1867)
La popolazione castanese si riversò in chiesa, a implorare dal Crocifisso la grazia di scampare le conseguenze di una battaglia. A seguito di questa supplica al Crocifisso gli austriaci tolsero via i cannoni e lasciarono Castano che, il giorno dopo, fu occupata senza spargimenti di sangue dai piemontesi del Generale Manfredo Fanti, mentre i francesi del Maresciallo Mac-Mahon, con uno sparuto (ma rappresentativo!) battaglione di bersaglieri piemontesi, andavano a vincere la battaglia di Magenta.
Carlo Bossoli - l'ultimo assalto a Casa Giacobbe
La spontanea riconoscenza della popolazione castanese verso il Santo Crocifisso, che aveva risparmiato al Borgo le atrocità di un combattimento urbano, si manifestò con la promessa che ogni venticinque anni, in segno di gratitudine, si sarebbero tenute grandi celebrazioni. Questa promessa fu fedelmente ed entusiasticamente mantenuta dalle successive generazioni, fino ai nostri giorni.
R
ingraziandoVi ancora una volta per l'attenzione, Vi porgiamo cordiali saluti nell'amicizia e nella fraternità che ci ha donato il Signore Gesù, colui che "ci ha amato e ha dato se stesso per noi".