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Gesù è condannato e riceve la
croce.
Il suo sguardo è rivolto in alto, davanti a Sé, in
atteggiamento che vorrebbe essere di sublime
rassegnazione al Padre e accettazione d'amore per noi; ma
l'atteggiamento rimane esteriore, gli occhi aperti non
dicono nulla, lasciano delusi.
Più vivi sono gli altri personaggi: colui che Gli
addossa la croce sembra animato da inconsueta
delicatezza, suo malgrado. Un abbozzo di sorriso nei due
soldati romani rivela indifferenza e abitudine alla
sofferenza degli uomini.
Livore feroce traspare nel personaggio dall'occhio e
dalla bocca semiaperti; una smorfia crudele lo
imbruttisce.
Il volto che appare tra la croce e colui che la pone
sulle spalle a Gesù è il più espressivo del gruppo: è
rivelato in pochi tratti, ma vi si intravvede un
profondissimo dolore per il Maestro che soffre.
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